Biocarburante tra speranze e critiche
Nel corso del mese di agosto il leader brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e quello venezuelano Ugo Chavez hanno visitato diversi paesi dell'America Latina al fine di estendere e fortificare il Mercosur, mercato comune dell'America Meridionale. Al centro delle argomentazioni diplomatico-economiche dei due leader sudamericani hanno trovato uno spazio di prima importanza i biocarburanti. La produzione di etanolo, carburante d'origine vegetale, è considerata una tra le migliori alternative al petrolio nel breve periodo. Anche l'America settentrionale e l'Unione Europea guardano con favore al nascente mercato dei biocarburanti come leva per la riduzione dalle importazioni energetiche.
L'altra faccia del biocarburante
Dal punto di vista critico si è aggiunto di recente lo Stockholm International Water Institute (fonte Altre notizie 26 agosto 2007) in occasione della "Settimana mondiale dell'acqua" svoltasi a Stoccolma dal 12 al 18 agosto 2007. Secondo il Siki l'incremento dei campi destinati all'agricoltura energetica aumenterà la domanda idrica del settore agricolo, fino a raddoppiarla nel giro di pochi. Uno scenario che, se realistico, mal si coniuga con la crescente scarsità di acqua potabile e con la desertificazione dei territori danneggiati dall'effetto serra, dai canali d'irrigazione e dalle dighe. Nei precedenti mesi erano stati sollevati altri dubbi sui biocarburanti per una possibile relazione tra questi e il rincaro generale dei prezzi dei cereali per l'alimentazione umana e animale.
Un mondo sempre più piccolo e chiuso
Il dibattito sui biocarburanti dimostra come il mondo stia diventando sempre più piccolo(quasi un'isola)e le soluzioni possibilisempre più come un gioco a somma zero in cui qualcosa si vince e qualcosa si perde. Ogni fonte energetica possiede una seconda faccia della medaglia, ivi comprese le fonti fossili (petrolio, gas, carbone) con l'inquinamento e l'effetto serra, l'eolico con il paesaggio, il solare con la scarsità del silicio, l'idrogeno con la necessità di essere prodotto, il nucleare con le scorie e la scarsità dell'uranio. Non esiste una soluzione perfetta e ottimale per uscire dall'età del petrolio ed entrare nel terzo millennio. All'uomo il compito di ponderare pro e contro di ciascuna scelta, optando possibilmente per una diversificazione del mix energetico che non crei eccessive dipendenze da una sola fonte di energia.
20070826
< Fonti e bibliografia >