Bike sharing a Torino
Entro il 2008 Bike sharing a Torino come forma di mobilità urbana. L'iniziativa è portata avanti dal Comune di Torino tramite la nascita di una speciale card elettronica che consentirà di pagare i trasporti pubblici torinesi e beneficiare del servizio locale di bike sharing. Ogni cittadino potrà prendere in affitto una bici e riconsegnarla presso il centro più vicino alla meta di destinazione. Il termine ricalca il più famoso car-sharing del settore automobilistico.
Sono sempre di più i torinesi a riscoprire i trasporti pubblici. Circa l'8% della cittadinanza secondo il Comune. Le cause determinanti sono note: caro petrolio, difficoltà a trovare parcheggio con l'automobile, costi e tasse alle stelle su scooter e veicoli a motore. Il servizio di bike-sharing permette ai cittadini di usufruire dei mezzi pubblici o di non avventurarsi con la propria automobile privata nel traffico del centro storico. Per colmare brevi tratti si potrà prendere la bicicletta in un centro di nolo e riconsegnarla dopo poche decine di minuti al centro di destinazione. Non potendo portare la bicicletta in treno, negli autobus o in ufficio, il servizio di bike sharing si presenta come un'interessante opzione per la mobilità sostenibile.
Torino investe 30 milioni di euro in piste ciclabili. Lo smog e la congestione dei veicoli assume sempre più il quadro di una bolgia infernale in cui è difficile e persino pericoloso andare in bicicletta. Le due ruote a pedale restano però una opzione da rivalutare e da aiutare. In questa direzione si muove il Comune di Torino. Le piste ciclabili nelle città italiane sono ancora scarse. Torino vanta insieme a Parma circa 115 km di pista ciclabile, con l'ambizione di raggiungere presto i 290 km previsti dal Piano di Mobilità comunale.
20071108
< Fonti e bibliografia >