AUSTRALIA COME PATTUMIERA ATOMICA DEL MONDO?
L'ex premier australiano Bob Hawke rispolvera il business delle scorie nucleari, una tentazione nascosta di tutti i governi. Accettare i rifiuti nucleari provenienti da tutto il mondo per aumentare le entrate dello Stato ed investire i proventi in progetti per l'ambiente e per sostenere le classi meno abbienti. La notizia è stata pubblicata in Italia su La Nuova Ecologia, la rivista online di Legambiente.
Secondo Hawke, dal punto di vista geologico l'Australia è il posto migliore in cui costruire un deposito di scorie nucleari.
L'ipotesi del deposito internazionale paventata da Hawke ha suscitato immediate polemiche dalle associazioni ambientaliste. Lo stesso leader dei labor ha preso le distanze dalla proposta, considerandola nulla di più che un'opinione personale dell'ex-premier australiano. Le polemiche arrivano anche dai politici conservatori poco disponibili a trasformare il deserto australiano in una pattumiera atomica del mondo.
Da un punto di vista giuridico tutti gli stati australiani si sono schierati contro lo stoccaggio ed il trasporto delle scorie nucleari sul proprio territorio. Una posizione chiara e determinata sostenuta anche dai cittadini. Secondo i sondaggi locali l'83% della popolazione australiana sarebbe contraria ad ospitare scorie provenienti da paesi stranieri.
Ad ogni latitudine mondiale la questione resta sempre la stessa. Il nucleare piace ai governi e alle industrie ma poi delle scorie radioattive cosa ne facciamo? Persino in un deserto come quello australiano è socialmente difficile far accettare un deposito di stoccaggio, figuariamoci in zone densamente abitate.
La scienza non ha ancora trovato il modo per distruggere le scorie nucleari, complice anche lo scarso investimento nella ricerca da parte dei governi. La distruzione delle scorie resta l'unica strada per rendere socialmente accettabile l'utilizzo dell'energia nucleare su scala mondiale e porre termine allo smaltimento illegale delle scorie.
Sempre che l'uranio non si esaurisca prima...
09/10/2005
< Fonti e bibliografia >