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Il ministro dell'ambiente australiano, Ian Campbell, per la prima
volta si distanzia dalla linea dura degli Stati Uniti e apre al dopo Kyoto
puntalizzando le differenze tra Australia e Usa. Come noto entrambi i
paesi hanno finora rifiutato di ratificare il Protocollo che limita i
paesi membri alle emissioni di gas serra. Gli Usa continuano una politica
mirata ad escludere ogni accordo internazionale, compresa l'ipotesi di
un secondo protocollo di Kyoto nel 2012. L'Australia sembra voler lasciare
questa linea e si dichiara favorevole al Kyoto II:
"The difference between the US and Australia is that we are prepared
to engage in a new agreement as long as it is comprehensive," (...)
"But a new agreement will have to include the US and the developing
world," (...) "If we don't do that the world is in serious jeopardy."
ha dichiarato Campbell (fonte TerraDaily).
Pertanto l'Australia apre diplomaticamente al dopo Kyoto prendendo le
opportune distanze dalla politica degli Usa contraria a qualsiasi forma
di controllo internazionale delle emissioni di gas serra. L'apertura dell'Australia
al dopo Kyoto isola parzialmente gli USA responsabili per il 25% delle
emissioni di CO2 mondiali e, nello stesso tempo, impone come condizione
l'ingresso dei paesi in via di sviluppo e degli Stati Uniti nei prossimi
accordi internazionali del dopo Kyoto. Si potrebbe definire un'apertura
costruttiva per riavviare un dialogo ormai privo di speranze tra le due
sponde dell'oceano Atlantico.
La posizione degli Usa sull'effetto serra: gli Stati Uniti sono
favorevoli ad una risposta tecnologica al problema dell'inquinamento globale.
Temono, invece, qualsiasi accordo internazionale sul controllo delle emissioni
per le forti ricadute sulla produttivitą delle imprese americane.
La delusione del COP10 a Buenos Aires. Durante la recente Conferenza
sul Clima 2004 a Buenos Aires gli Stati Uniti e l'Europa non hanno raggiunto
alcun accordo concreto né sulla partecipazione a Kyoto degli States
né tantomeno sul tavolo preparatorio per definire il passaggio
al Kyoto II del 2012. L'unica decisione degna di nota è la fissazione
al prossimo maggio 2005 di un nuovo incontro fra Usa ed Europa per affrontare
il problema dell'effetto serra, un meeting che rischia, comunque, di non
apportare grandi novitą. Gli Stati Uniti giudicano politicamente prematuro
affrontare nel 2005 qualsiasi argomento sul dopo Kyoto mentre l'Unione
Europea rischia di farsi carico del problema globale anche delle emissioni
americane.
L'apertura del governo conservatore australiano trova in casa il plauso
dell'opposizione laburista segnando un altro passo diplomatico in avanti
sul difficile cammino che ci condurrà al Kyoto II del 2012.
Ecoage 01/01/2004
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