AUSTERITY NEGLI STATI UNITI
Il presidente Bush ha invitato apertamente gli americani al risparmio di carburante e ad utilizzare l'automobile solo per lo stretto necessario. Per la prima volta il presidente Bush prende in seria considerazione i concetti di "limite" e di "scarsità delle risorse".
L'era di austerity americana prende il via dopo i danni causati dagli uragani alle raffinerie di petrolio nel sud del paese. Fortunatamente l'uragano Rita non ha colpito la popolazione come Katrina. I due uragani hanno provocato gravi danni strutturali all'industria petrolifera; il 25% delle raffinerie statunitensi esce duramente danneggiato dalla furia di Rita e Katrina. Stessa sorte hanno subito i principali oleodotti del paese, i danneggiamenti hanno creato un'acuta situazione di scarsità di benzina peggiorata dall'evacuazione di massa dalle zone colpite dall'uragano Rita.
Non meno gravi i danni alle strutture urbane. Le aree di New Orleans richiederanno molti mesi di bonifica per essere recuperate. Molti cittadine in Texas e Louisiana sono tuttora prive dei servizi vitali essenziali quali elettricità, acqua e reti fognarie.
Di una cosa siamo sicuri. Gli Stati Uniti sapranno uscire anche da questa crisi e ricostruire quello che la furia degli uragani ha distrutto.
Resta però un fatto innegabile: non si può fare la guerra alla natura.
L'idea della crescita infinita e la non curanza per le conseguenze sull'ambiente escono duramente ridimensionate dopo le tragiche vicende di New Orleans. Dire "l'avevamo detto" può sembrare poco corretto ma ignorarlo sarebbe ipocrisia. Quel che è accaduto negli USA era già stato annunciato da anni dagli ambientalisti di mezzo mondo, spesso azzittiti come "catastrofisti" o "cassandre" dal politico di turno al potere. Persino su Ecoage era online fin dal novembre 2004 una ecard che rendeva bene il concetto ...10 mesi prima di Rita e di Katrina.
Speriamo in un cambio di rotta americano nella politica ambientalista. Ormai non basterà più il best seller di Michael Chripton per negare l'evidenza del cambiamento climatico.
28/09/2005
< Fonti e bibliografia >