ANNO ZERO SI OCCUPA DI INQUINAMENTO E RIFIUTI
Il tema dell'inquinamento e dei rifiuti torna in prima serata. Ieri abbiamo potuto assistere per la prima volta negli ultimi vent'anni ad una trasmissione tv dedicata esclusivamente al dibattito sull'inquinamento. Non ci fu nemmeno nell'occasione della protesta di Scanzano Jonico nel 2003. Parliamo ovviamente della trasmissione tv di Michele Santoro, Anno Zero. In un contraddittorio televisivo hanno avuto modo di esporre le proprie cause e le proprie ragioni i diversi attori della complessa società moderna: i comitati dei cittadini, le imprese e lo Stato. A dire il vero quest'ultima parte era un pò assente, se si esclude la presenza del verde, Ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, a nostro avviso rapprentante di una minoranza nell’attuale esecutivo. Attraverso un filo conduttore che ha dato modo ai cittadini di presentare le proprie cause e alle imprese di dimostrare che non tutte operano con criteri illeciti, ha tenuto davanti ai televisori milioni di spettatori dinnanzi a un tema scomodo come quello dei rifiuti. In un'epoca di crisi dei reality e di mondiali a pagamento, anche questo dovrebbe far riflettere sull'esigenza di avere un'altra tv (come sottolineato anche dal ministro Pecoraro, che ha avuto parole elogiative del servizio prestato da Anno Zero) e un'altra politica, meno lontane dalla realtà dei cittadini e delle imprese. In Anno Zero si è parlato anche di CIP6, riguardo ai quali il ministro dell'Ambiente ha di fatto dichiarato di non poter far nulla sui contratti già in essere, ma di impegnarsi per la prossima cancellazione dei CIP6. Se ricordiamo bene questa era la linea proposta a dicembre dal ministro Bersani, ben lontana dal destinare effettivamente i CIP6 alle energie rinnovabili, come doveva essere da ben quindici anni. In altri termini, dal 1992 a oggi, gli italiani hanno pagato il 7% della propria bolletta dell'elettricità per finanziare le energie rinnovabili ma, in realtà, questi soldi sono andati al sistema petrolifero mediante la voce "energie assimilate", di recente fatta cancellare all'Italia dalla stessa UE perché impropria. La trasmissione tv è stata utile anche per la presenza dei rappresentanti della termovalorizzazione, a cui in realtà sembra essere andato molto poco dei fondi CIP6 ma che, senza questi, sarebbero in costante perdita. Tornando alla gestione dei rifiuti, le riprese esterne hanno fatto vedere all'Italia cosa si trova sotto i cavalcavia delle arterie stradali italiane, la cattiva gestione del percolato in alcuni grandi discariche legali del mezzogiorno, l'interesse al mancato avvio di un sistema di riciclaggio ma anche la presenza di normative inadeguate a rilanciarlo, le conseguenze sulla salute quando l’inquinamento entra nel ciclo dell’acqua o quando le nanopolveri sono assimilate nel sangue tramite la respirazione. Ma soprattutto, la trasmissione di ieri ha reso palese che le ecomafie contemporanee hanno colletti bianchi e crescono dove lo Stato è assente e dove le normative sono inadeguate. Quanti anni dovremo attendere per vedere in tv un altro dibattito sui rifiuti in prima serata? Quanti anni per avere una nuova normativa quadro sui rifiuti italiani?
06/04/2007
< Fonti e bibliografia >