Allarme clima e salute
Il recente rapporto sul clima delle Nazioni Unite (Ipcc) descrive nuovi scenari drammatici per il prossimo futuro dell'umanità. I cambiamenti climatici causeranno la crescita delle diseguaglianze globali ed aumenteranno il rischio salute per milioni di persone. Il surriscaldamento climatico potrebbe ridurre del 30% la produzione agricola globale, peggiorando il problema della fame nel mondo e della malnutrizione. L'incremento della temperatura e la scarsità di risorse idriche penalizzeranno le popolazioni povere con l'intensificarsi delle epidemie. Il seminario «Cambiamento climatico e impatti sanitari su cibo, acqua e nutrizione» della settimana FAO per la giornata mondiale dell'alimentazione lancia un appello drammatico che, probabilmente e come sempre, resterà inascoltato dai leader del G8.
L'impatto sulla salute non risparmierà le popolazioni in Europa. Il cambiamento climatico incide sia sulle diseguaglianze globali tra paesi ricchi e paesi poveri, sia all'interno di ogni singolo paese tra popolazione ricca e popolazione povera. Secondo gli esperti Onu presenti il costo economico del cambiamento climatico potrebbe pesare fino al 5% del PIL. Il degrado ambientale peserà soprattutto sulle classi a reddito basso, le quali non saranno in grado di combattere e di prevenire le conseguenze sulla propria salute.
Nuovi interventi per la sicurezza alimentare. FAO e ONU chiedono ai governi del G8 nuovi interventi igienico-sanitari, un maggiore e migliore accesso alle risorse idriche, l'incremento della produzione agricola mondiale e più equità nella distribuzione dei generi alimentari nel mondo. La previsione di un abbattimento del 30% sui raccolti mondiali lascia presupporre una nuova spinta demografica dalle fasce tropicali ed equatoriali (Africa, Centro America, Sud-Asia) verso quelle temperate (Europa, Usa). Il mondo globalizzato non ha confini e le conseguenze sulla salute saranno ovunque drammatiche.
20081014
< Fonti e bibliografia >