L'AFRICA CREDE NEI BIOCARBURANTI
Sotto pressione per la crescita del prezzo del petrolio e nelle relazioni commerciali sull'esportazione delle materie prime agricole l'Africa inizia ad intravedere nei biocarburanti e nelle energie rinnovabili una concreta opportunitā di crescita economica. A spingere in avanti il progetto č la FAO che, per voce di Alexander Muller assistente-direttore del dipartimento sviluppo sostenibile, prevede una rapida crescita dei biocarburanti nei prossimi 15-20 anni che arriverā a soddisfare il 25% della domanda mondiale d'energia. Secondo Muller i paesi africani intraprenderanno in breve tempo la strada della produzione dei biocarburanti, riconvertendo parte della filiera industriale dello zucchero allo scopo di produrre bioetanolo, il carburante estratto dalla canna da zucchero giā da molti anni utilizzato in Brasile. Molti osservatori internazionali giudicano questa possibile anche come una via per combattere la povertā agricola cronica in cui versano molti paesi africani. Rispetto al petrolio o al nucleare l'agrobusiness č estensivo, non richiede elevati investimenti tecnologici e non č concentrato in poche aree strategiche. Per questi motivi sono stati di recente allocati 100 milioni di euro in un fondo etico, denominato Actis, allo scopo di incoraggiare gli investimenti nell'agrobusiness nella zona sub-sahariana dell'Africa. Si stima che accederanno al 50% del fondo soprattutto le societā agricole operanti in Kenya dove sono giā state avviate filiere per produrre bioetanolo. La FAO evidenzia l'esempio del Brasile, leader mondiale nella produzione di bioenergia e biocarburanti, come modello di sviluppo sostenibile da ripercorrere anche in Africa e negli altri paesi dell'America Latina.
fonte:
All Africa
17/05/2006
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