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Questa notte Roma ha pianto la morte del Santo Padre come mai è
successo prima, tutti preoccupati fin da venerdì sulle sue condizioni
di salute e con le lacrime a stento trattenute ieri sera dopo la notizia
del decesso di Papa Giovanni Paolo II. Una tristezza che va oltre la stessa
fede e che coinvolge completamente anche il mondo laico. Vorremmo raccontare
quello che per molti romani è stato Papa Wojtyla cresciuti per
27 anni accanto al Papa.
La Roma degli anni '70 era completamente diversa da quella di oggi. Persino
un bambino poteva avvertire quel clima di avversità tra le due
sponde del Tevere. La gente di Roma si divideva nettamente in cattolici
e non credenti con poche possibilità di dialogo.
Papa Wojtyla ha saputo lentamente asciugare il Tevere, questo fiume in
piena che divide simbolicamente la sponda del Vaticano con quella della
città laica . Ricordo nei primi anni '80 Papa Wojtyla in visita
nei quartieri romani, detti "borgate", dove i problemi si toccavano
con mano e la Chiesa non era frequentata da tutti, nemmeno dal sottoscritto.
Questi primi passi del Papa verso i romani contribuirono enormemente a
colmare le differenze tra le persone. Gli stessi passi verso le borgate
il Papa li fece anche in ogni parte del mondo con la stessa forza e determinazione.
Nelle borgate, a Cuba o a Londra, tutti restarono conquistati dal Papa
polacco giramondo ed oggi tutti ne piangono la scomparsa.
Oggi, il clima nella nostra città è completamente cambiato.
Le persone sono cresciute mantenendo la propria fede o le proprie idee
ma rigettando ogni diversità. Tutti, credenti, atei e laici, ci
stringemmo accanto al Papa nel 2003 per lanciare il nostro messaggio di
pace contro la guerra in Iraq.
E tutto questo cambiamento lo dobbiamo esclusivamente a Papa Wojtyla.
Il primo Papa veramente di tutti.
Questa notte siamo tutti uguali e ci siamo ritrovati a Piazza San Pietro
per piangere la morte di un uomo che ha cambiato il mondo e che resterà
nei cuori di milioni di persone per molto tempo. Essere laici ed atei
sembrava non avere più importanza dinnanzi al sentimento comune
di tristezza e non è mancata qualche preghiera per Papa Wojtyla
anche dalle persone non credenti.
Non ci saranno mai parole sufficienti per ringraziarlo del suo amore
per la pace e la giustizia e per i suoi insegnamenti.
Grazie Papa Karol Wojtyla per aver parlato di pace, libertà, diritti,
amore tra i popoli ad un mondo che andava in un'altra direzione.
Addio Papa Wojtyla
Andrea Minini & Giusi L. - Roma - 3 aprile 2005
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