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Nasce l'asse nucleare Francia-Italia. E' stato firmato a Genova il
protocollo d'accordo tra Italia e Francia sulla cooperazione energetica
dal ministro italiano delle attività produttive Claudio Scajola
e il ministro francese dell'industria François Loos.
Con la sottoscrizione dell'accordo, i due paesi europei individueranno
convergenze comuni per avere influenza sulla politica energetica della
UE, soprattutto in ambito nucleare. Alle imprese italiane sarà
concesso di entrare nel ricco mercato dell'energia francese, un mercato
un passo indispensabile per ricreare le professionalità italiane
andate perdute nel settore dell'energia nucleare, e la partecipazione
attiva nei progetti di costruzione dei nuovi reattori nucleari.
La nascita dell'asse franco-italiana ha una spiccata natura nuclearista.
Il ministro Scajola commenta: "Mi auguro che nel nostro Paese
si riapra il dibattito sull'energia nucleare, un dibattito non dogmatico,
ma centrato sul rapporto tra costi, benefici, sicurezza e ambiente"
(fonte Adnkronos).
Sorgono però perplessità sull'interesse francese per
la vicenda italiana delle scorie nucleari italiane. I francesi invitano
l'Italia a far rientrare le scorie nucleari italiane e localizzare un
sito per lo stoccaggio delle scorie in Italia. Il ministro Scajola, il
cui dicastero continua a tenere sospesa la legge 2003/387 sull'energia
solare in Italia, ha così commentato "giusto richiamo della
Francia" (fonte ANSA)
e rassicurato i francesi sul prossimo rientro delle scorie nucleari in
Italia e l'individuazione del deposito unico di stoccaggio da parte del
ministero delle attività produttive.
Cosa diranno i cittadini coinvolti? Proprio in questi giorni in
Sardegna i cittadini sono chiamati a esprimersi tramite referendum
contro le scorie sull'abolizione della legge regionale che consente
l'ingresso delle scorie tossiche e nucleari nell'isola. In Basilicata,
teatro di forti proteste contro il progetto del deposito geologico di
scorie nel 2003 a Scanzano Jonico, si guarda con attenzione all'esito
del referendum sardo. Difficile spiegarlo ai francesi.
Andrea Minini
www.noalnucleareinbasilicata.com
Ecoage 12 giugno 2005
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